Descrizione
Questo romanzo trae ispirazione dai racconti di mia madre e di mio zio sulla loro infanzia vissuta negli anni del secondo dopoguerra. Un’età segnata dall’assenza del padre, morto in circostanze tragiche, compensata in parte dalla presenza amorevole di una prozia ex insegnante elementare che, insieme alla madre, si prese cura di loro. La narrazione intreccia le vicende avventurose di due ragazzi – in buon parte frutto di fantasia letteraria – alle vicissitudini familiari. Fa da sfondo al racconto il paese di Riola in un preciso momento storico (la fine degli anni ’40), con epicentro le rovine della chiesa di Santa Corona; un luogo carico di mistero e di fascino che ha attratto diverse generazioni di ragazzini, compresa la mia. Nel romanzo sono citati alcuni personaggi realmente esistiti, rimasti tuttora nella memoria collettiva. Altri personaggi sono di pura immaginazione, funzionali al racconto.
Recensioni
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